Un audit conforme e un audit utile non sono la stessa cosa. La differenza sta nel piano degli interventi e nei tempi di ritorno.
Ogni quattro anni molte imprese commissionano una diagnosi energetica perché la legge lo impone, la archiviano e la riaprono al ciclo successivo. È denaro speso due volte: una per il documento, una per gli sprechi che restano.
Il bilancio energetico deve arrivare al centro di costo
Sapere quanta energia consuma lo stabilimento serve a poco. Serve sapere quanta ne consuma la linea produttiva, quanta l'aria compressa, quanta la climatizzazione degli uffici. Solo a quel livello di dettaglio si vede dove intervenire.
Ogni intervento deve avere un tempo di ritorno
Un elenco di interventi senza numeri non è decidibile. Con investimento stimato, risparmio atteso e tempo di ritorno, la direzione può costruire un piano pluriennale e scegliere cosa fare subito e cosa rimandare.
E deve dire cosa è incentivabile
Parte degli interventi individuati rientra in misure di incentivazione. Segnalarlo dentro la diagnosi cambia radicalmente il conto economico dell'intervento e quindi la decisione.
Il contenuto ha finalità informative e non sostituisce una valutazione sul caso concreto. Per verificare la posizione della vostra struttura è sufficiente un confronto preliminare.
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